
Domenica di sorprese questa... Torna a volare il Montepaschi con una prestazione monster del "Drago" Drake Diener (8/9 dal campo per 23 punti), inciampano tutte le inseguitrici.
Cade Avellino in casa contro la Fortitudo incerottata e in emergenza ma trascinata dalla coppia di mori Jenkins-Forte e da un ritrovato Mancinelli.
Cade Montegranaro in casa contro Napoli che punta con decisione ai playoff grazie a un Rocca stellare e ad uno spogliatoio sempre più cementato dalle difficoltà.
Ma tutto questo spettacolo di basket, tutte queste meraviglie passano ai miei occhi in secondo piano rispetto a quello che è successo nel post partita di Treviso.
Penso che questi fatti meritino una parola speciale perchè sono accadimenti che non vorremo mai commentare, soprattutto se sono collegati a quello che succede su un campo da pallacanestro.
Sabato sera è esplosa la rabbia dei tifosi della Benetton in seguito all'ennesima indecorosa prova dei colored della Marca. Un -20 in casa con una Milano in crisi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, dal terzo quarto in poi, è esplosa la contestazione alla squadra e in particolare ad alcuni singoli (Austin su tutti). Al fischio finale il Palaverde ha fatto capire molto chiaramente ai ragazzi di Atripaldi e Mahmuti quale fosse il proprio pensiero.
E fin qui tutto ok... Il problema è quello che è successo dopo...
I tifosi non si sono accontentati di contestare all'interno del palazzo dello sport, hanno deciso di aspettare i giocatori all'uscita. Quando hanno cominciato a sfilare le macchine i tifosi (lo presunti tali) le hanno bloccate, scuotendole e battendo i pugni per la rabbia sulla carrozzeria. Il primo a esser vittima della contestazione è stato John Lucas III che era in macchina con la fidanzata e il figlioletto. A seguire in macchina c'erano Mensah-Bonsu e Austin, due tra i più contestati. Forse spaventati per la scena, sicuramente per prendere le difese del compagno sono scesi dalla macchina.
Ne è scaturito un parapiglia finito a pugni con Pops particolarmente attivo. Questi grosso modo sono i fatti.
Questi fatti mi lasciano sempre con l'amaro in bocca.
Io capisco che si possa essere amareggiati per un risultato o una stagione che sta tradendo le grandi aspettative di inizio anno. Capisco che i tifosi ,che si fanno centinaia di chilometri per sostenere la squadra, si aspettino sempre il massimo sotto tutti i punti di vista. Ci sta qualche coro di contestazione, ci stanno i fischi di disapprovazione... Però tutto deve rimanere nei binari della correttezza e della civiltà. A quale scopo sbattere sulle macchine dei giocatori, a quale scopo cercare un contatto fisico? Credo che per i giocatori sia stata un'esperienza choccante. Non credo che i giocatori vadano in campo e non ci mettano tutti loro stessi, credo che siano loro stessi i primi a soffrire se le cose non vanno bene.
Penso che sotto questo punto di vista l'Italia sia molto indietro. Lo sport va vissuto come una festa, si può vincere, si può perdere, non bisogna mai smettere di tifare... Ma sempre civilmente e quando la partita finisce si va a casa, felici se si è vinto, amareggiati se si è perso ma questo non deve rovinare lo spettacolo che uno sport come la pallacanestro è.
Penso a quei ragazzi che domani sera torneranno a giocare davanti ai loro tifosi una partita fondamentale, chissà in quale clima. Penso a questi presunti tifosi che hanno ricevuto il provvedimento di allontanamento dal palazzo dello sport per due anni e che non potranno più godere di questo meraviglioso spettacolo. Penso a come i tifosi del loro gruppo reagiranno all'accaduto.
La speranza è che episodi come questi non si ripetano più e che il basket rimanga sempre quello che, cioè un vero e proprio spettacolo di cui le tifoserie sono parte integrante...
Cade Avellino in casa contro la Fortitudo incerottata e in emergenza ma trascinata dalla coppia di mori Jenkins-Forte e da un ritrovato Mancinelli.
Cade Montegranaro in casa contro Napoli che punta con decisione ai playoff grazie a un Rocca stellare e ad uno spogliatoio sempre più cementato dalle difficoltà.
Ma tutto questo spettacolo di basket, tutte queste meraviglie passano ai miei occhi in secondo piano rispetto a quello che è successo nel post partita di Treviso.
Penso che questi fatti meritino una parola speciale perchè sono accadimenti che non vorremo mai commentare, soprattutto se sono collegati a quello che succede su un campo da pallacanestro.
Sabato sera è esplosa la rabbia dei tifosi della Benetton in seguito all'ennesima indecorosa prova dei colored della Marca. Un -20 in casa con una Milano in crisi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, dal terzo quarto in poi, è esplosa la contestazione alla squadra e in particolare ad alcuni singoli (Austin su tutti). Al fischio finale il Palaverde ha fatto capire molto chiaramente ai ragazzi di Atripaldi e Mahmuti quale fosse il proprio pensiero.
E fin qui tutto ok... Il problema è quello che è successo dopo...
I tifosi non si sono accontentati di contestare all'interno del palazzo dello sport, hanno deciso di aspettare i giocatori all'uscita. Quando hanno cominciato a sfilare le macchine i tifosi (lo presunti tali) le hanno bloccate, scuotendole e battendo i pugni per la rabbia sulla carrozzeria. Il primo a esser vittima della contestazione è stato John Lucas III che era in macchina con la fidanzata e il figlioletto. A seguire in macchina c'erano Mensah-Bonsu e Austin, due tra i più contestati. Forse spaventati per la scena, sicuramente per prendere le difese del compagno sono scesi dalla macchina.
Ne è scaturito un parapiglia finito a pugni con Pops particolarmente attivo. Questi grosso modo sono i fatti.
Questi fatti mi lasciano sempre con l'amaro in bocca.
Io capisco che si possa essere amareggiati per un risultato o una stagione che sta tradendo le grandi aspettative di inizio anno. Capisco che i tifosi ,che si fanno centinaia di chilometri per sostenere la squadra, si aspettino sempre il massimo sotto tutti i punti di vista. Ci sta qualche coro di contestazione, ci stanno i fischi di disapprovazione... Però tutto deve rimanere nei binari della correttezza e della civiltà. A quale scopo sbattere sulle macchine dei giocatori, a quale scopo cercare un contatto fisico? Credo che per i giocatori sia stata un'esperienza choccante. Non credo che i giocatori vadano in campo e non ci mettano tutti loro stessi, credo che siano loro stessi i primi a soffrire se le cose non vanno bene.
Penso che sotto questo punto di vista l'Italia sia molto indietro. Lo sport va vissuto come una festa, si può vincere, si può perdere, non bisogna mai smettere di tifare... Ma sempre civilmente e quando la partita finisce si va a casa, felici se si è vinto, amareggiati se si è perso ma questo non deve rovinare lo spettacolo che uno sport come la pallacanestro è.
Penso a quei ragazzi che domani sera torneranno a giocare davanti ai loro tifosi una partita fondamentale, chissà in quale clima. Penso a questi presunti tifosi che hanno ricevuto il provvedimento di allontanamento dal palazzo dello sport per due anni e che non potranno più godere di questo meraviglioso spettacolo. Penso a come i tifosi del loro gruppo reagiranno all'accaduto.
La speranza è che episodi come questi non si ripetano più e che il basket rimanga sempre quello che, cioè un vero e proprio spettacolo di cui le tifoserie sono parte integrante...
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