giovedì 28 febbraio 2008

Siena getta la maschera


E ora signore e signori, se mai ci fossero stati ancora dei dubbi sulla credibilità di Siena come possibile rivale per l'Eurolega, questi dubbi si sono dissipati dopo l'impresa casalinga di ieri sera. Ad andare al tappeto sono stati i Campioni d'Europa del Panathinaikos, una squadretta che si permette di avere come playmaker di riserva tale Jasikevicius Sarunas e di fare uscire dalla suddetta giocatori del calibro di Becirovic Sani e Dimos Dikoudis. Siena è stata impressionante perchè ha mantenuto i nervi saldi in una partita in cui ha praticamente sempre tenuto il comando, una partita che ha vissuto di parziali e controparziali e che è stata chiusa da Mr.Utilità Shaun Stonerook con due triple spaccagambe nel momento del massimo sforzo ateniese. Siena parte con il suo quintetto solito T-Mac, Thornton, Sato, Stonerook, Eze mentre il Pana risponde con Spanoulis, Diamantidis, Hatzivrettas, Winston e l'ex biellese Mike Batiste. Pronti via e il tema della partita è subito chiaro. Il Pana cerca di martellar la palla dentro e andare vicino a canestro, Siena come sempre gioca di squadra e d'energia, vivendo sul gran primo quarto di Thornton. La partita è equilibrata e i primi 10 minuti si concludono sul 22-19. Nel secondo quarto i coach fanno ricorso alle loro panchine. Si vedono in campo Lavrinovic e Jasikevicius, che con un paio di lampi di classe illumina il PalaSclavo ma l'inerzia si sposta lentamente e inesorabilmente dalla parte dei mensanini che prima con una tripla del neo-entrato Ress e poi con un gioco da 4 punti di McIntyre tentano la fuga sul +6 prima che i greci con un paio di tiri di Diamantidis e di Jasikevicius fissassero il punteggio all'intervallo sul 43-40. Dopo l'intervallo lungo si riparte con Siena che carica a testa bassa affidandosi a Thornton e il moro la ripaga issandola al massimo vantaggio 50-42. I campioni si affidano al solito duo Diamantidis-Jasikevicius (mentre Spanoulis gioca una pessima partita) che riporta sotto i verdi fino al -3 ma di nuovo uno scatenato Thornton con la complicità della coppia McIntyre-Eze da il la ad un parziale che porta il Montepaschi avanti di 10 (63-53). Tutto finito? Neanche per sogno. Le proteste di T-Mac costano un pesantissimo fallo tecnico, convertito in 2 liberi e un assist per Zizic da Jasikevicius che continua a impazzare onorando al meglio il suo contratto da 3,5 di dollari all'anno. Il terzo quarto si chiude sul 65-59 con la sensazione che tutto si deciderà negli ultimi 10 minuti. Subito la tripla di Diamantidis per il -3 poi scambio di canestri tra Eze e Becirovic e tripla di Thornton per il +6. Il dimenticato Ilievski appoggia il layup del +8 ma è Batiste che con 4 punti in fila riporta il Pana a -4. E qui il gioco decisivo: gran difesa dei verdi che sporcano tutte le linee di passaggio e concedono una rimessa da fondo con 3 secondi sul cronometro dei 24''. Palla a Stonerook che dall'angolo infila una tripla di capitale importanza e si ripete, dopo la stoppata di Lavrinovic su Becirovic, per il 78-68 a 2 minuti dalla fine. Da lì alla fine sono solo tiri liberi e la tripla di Diamantidis a 15'' dalla fine viene buona solo per un'eventuale differenza canestri. La sensazione è che Siena (3 su 3 nella Top16) abbia, con questa vittoria, messo una volta per tutte in chiaro che chi vorrà vincere l'Eurolega dovrà fare i conti anche con lei. In una giornata in cui le sorprese non mancano (il CSKA cade a Malaga, l'Olympiakos ha bisogno di un supplementare per battere lo Zalgiris) questo è un bel segnale perchè l'Italia c'è ed è viva con una Siena più scintillante che mai e con Roma (che stasera farà visita al malato Barcellona) che può ambire ad un accesso agli ottavi. Parlando dei singoli, monumentale partita di Thornton (23 con 3/6 dall'arco) ma l'eroe di giornata è senza dubbio Mr. Shaun Stonerook (10 punti, 13 di valutazione), un leader silenzioso, un giocatore di una utilità rivoltante magari non molto appariscente ma sempre in grado di far la giocata decisiva. Le sue due triple hanno spezzato la gara in due e consentito ai mensanini di portare a casa il prestigioso scalpo. Per il suo modo di giocare mi ricorda sempre di piu quello Jorge Garbajosa che potrebbe tornare presto in Europa, dopo lo sfortunato infortunio. Bravi comunque tutti i toscani, da Diener all'esordio in partite di questa importanza e in grado di rendersi comunque utile, a Ress che appena entrato ha messo una tripla fondamentale. Al dynamic duo T-Mac-Eze con quest'ultimo che s'è erto a protagonista sotto canestro in difesa e in attacco mentre il folletto ha messo come sempre in campo il cuore e la sua leadership. Consacrazione a livello europeo anche per Simone Pianigiani che batte Zelimir Obradovic preparando la partita in maniera perfetta e gestendo la sua squadra in modo fantastico, coinvolgendo tutti nelle rotazioni e ottenendo qualcosa da tutti i suoi giocatori. Ora sono tutti avvisati... Chi vuole questa Eurolega, dovrà fare i conti anche con il Montepaschi.

martedì 26 febbraio 2008

Episode 0: Nick Anderson


Oggi scartabellando il web ho ritrovato la prima storia di basket che ho raccontato nella mia vita e riguarda un giocatore di qualche tempo fa, la spettacolare guardia degli Orlando Magic, Nick Anderson.

Un giorno un giovane ragazzo di nome Benji Wilson stava camminando tranquillamente in direzione della sua high-school. Chi era? Semplice, era la stella di Simeon Vocational, un liceo di Chicago. Un urto. Una spinta, alcune parole aggressive di circostanza come succede centinaia di volte. Omar Dixon, un sedicenne di una high-school rivale, quel banalissimo incidente non lo prese come un cozzo accidentale e pronunciò con acredine la frase che anticipa la maggior parte dei crimini di strada in America: "Let’s pop him " (facciamolo saltare). Il suo amico William Moore si procurò una pistola. C’era da parlare della partita della sera, l’esordio stagionale e Benji aveva dato appuntamento al suo grande amico Nick Anderson, una guardia di 1.92, l’altra stella di Simeon nonostante fosse ancor più giovane di un anno, per la pausa del pranzo. Nick era corso a prendersi una barretta di cioccolato. Tre colpi secchi echeggiarono per il viale ; Nick volò in strada come se temesse qualcosa. Benji straziato dai proiettili, stava stramazzando al suolo. Anderson deglutì davanti a quella scena quasi senza rendersi conto di nulla.

La sera Simeon giocò in un’atmosfera allucinante e Nick a parte i soliti 20 punti non disse nulla. I ragazzi corsero tutti nella gelida notte all’ospedale dove il loro fuoriclasse giocava la sua partita più difficile. Poche ore dopo l’aorta di Benji cedette e il cuore del grande numero 25 di Simeon, Magic Johnson col tiro da fuori come amavano chiamarlo i compagni, cessò di battere. Lasciava anche un figlio di nove settimane. I funerali del giovane campione ancora oggi li ricordano a Chicago tutti quelli del giro del basket. Migliaia di persone, il corpo del ragazzo con la sua uniforme di gioco numero 25 addosso, il celebre reverendo Jackson venuto da Atlanta per officiare la messa, l’America nera che piangeva l’ennesima assurda vittima che si era autoinflitta, la solita rabbia, il solito vento. Qualche mese dopo il Tribunale di Chicago avrebbe affibbiato 40 anni a Moore e 30 a Dixon, il ragazzo che Benji aveva inavvertitamente urtato.

Nick Anderson patì uno shock completo e i medici avvertirono la famiglia che il ragazzo aveva subito da quell’episodio una tale scossa tale che la sua psiche avrebbe potuto esserne influenzata per sempre. Poi la giovane promessa reagì. Avrebbe dedicato la sua carriera a Benji e avrebbe giocato come sempre sotto la sua guida, con quel numero 25 forse anche nella NBA, il sogno che mille volte i due avevano accarezzato . Simeon, anche senza il suo giocatore di maggiore talento, anche quell’anno raggiunse il torneo statale dell’Illinois, perdendo di un punto il quarto di finale. L’anno successivo, ancora d’un punto, Simeon perse la finale cittadina. Anderson nel frattempo era cresciuto 6 centimetri e la sua consacrazione stava per arrivare. Una giuria di giornalisti ed allenatori lo aveva eletto "Mr. Basketball", il miglior giocatore dello stato, uno dei liceali più desiderati d’America. Al momento di scegliere tra le centinaia di borse di studio offertegli, Nick rammentò che Benji, nel suo intimo aveva già deciso dove sarebbe andato a giocare, privilegiando i Fighting Illini di Illinois. I recruiters dell’università bussarono alla sua porta e non ci fu corsa. Nick chiese solamente di avere la maglia numero 25. Anderson stava oramai vivendo per due persone, ma nel suo anno da freshman i suoi scadenti esiti scolastici gli preclusero l’eleggibilità e il campo da gioco. Giunto al suo anno da junior, l’ultimo che avrebbe disputato da collegiale, l’imberbe campione era già il miglior marcatore e rimbalzista della squadra e nella primavera 1989, disputando una post season da favola, condusse gli arancioni alle Final Four di Seattle dove Illinois perse di 2 il serratissimo derby di semifinale con Michigan che avrebbe poi vinto il titolo. A quei tempi a Chicago già stava ampiamente prendendo forma la leggenda di Michael Jordan, che non sapeva ancora cosa fosse il "three-peat" ma conosceva fin troppo bene la via del canestro. Nessuno avrebbe immaginato che un giorno il ragazzo di Simeon avrebbe costretto Jordan a perdere 24 palloni in una serie di playoffs come è successo nell’anno 95.

Il sentiero che porta a quel piccolo record passa attraverso la scelta di Orlando che lo chiamò al primo giro del 1989. Dodici mesi più tardi tutta la NBA sapeva che quello che gli statunitensi chiamano "the steal of the draft" aveva un nome e un cognome: Nick Anderson. Lo scouting report del tempo parla di un gran attaccante, discontinuo nel tiro da fuori, di ball handling da migliorare, di tremenda efficacia dal post basso dove ama accompagnare le guardie avversarie per batterle di potenza, di quintali di faccia tosta, di notevoli istinti a rimbalzo e della solita difesa da matador che caratterizza i primo anno e di un volto altero, apparentemente privo di emozioni visibili. Un solo problema: Reggie Theus. I Magic per le loro prime divagazioni si erano tra l’altro affidati all’errante talento del vecchio Reggie, salvo accorgersi che il Nick di Theus, ne valeva due e che il veterano soffriva la prepotente ascesa di Anderson. Nell’estate successiva Reggie rese noto che tra lui e Nick uno era di troppo, ma la notizia che lo raggiunse poche ore dopo era che un posto era prenotato sul successivo volo per New Jersey. Nel frattempo, il membro più antico del quintetto base che avrebbe sfidato i Rockets per la prima chance da titolo di Orlando, aveva trovato collocazione. L’era Shaq avrebbe colto Anderson nel momento decisivo della sua carriera, quando l’attacco dei Magic aveva lui come temporaneo terminale. La richiesta per una consistente estensione contrattuale di un giocatore con tre o quattro anni di buona NBA alle spalle è ineluttabilmente attesa da ogni club e Nick non poteva essere un’eccezione. Tra le parti non erano mancate le tensioni, con Anderson in attesa di notizie dal front office, chiaramente al di sotto dei suoi standard per un paio di mesi (ed i Knicks interessatissimi ad eventuali sviluppi). Il contratto, 13 milioni per 4 anni, fu festeggiato con uno storico 50, curiosamente inflitto a New Jersey. Nella faretra di Nick erano tra l’altro apparsi anche un consistente uso del tiro da tre e notevoli miglioramenti difensivi che chi ha seguito i play-off avrà certamente notato.

La sua vita subirà un’altra svolta nella finale 95-96 contro Houston: Orlando aveva disputato una grande partita ma si era fatta recuperare da più 20 grazie alle bombe di Kenny Smith.; a 10 secondi dalla fine, coi Magic sopra di tre, Anderson andò in lunetta per chiudere la gara. La mano tremò e Nick li sbagliò entrambi; gagliardamente si buttò sul rimbalzo e lo catturò: i giocatori di Houston commisero ancora fallo su di lui, ridandogli la possibilità di vincere la partita. Ma il copione non cambiò: Anderson sbagliò il primo e anche il secondo, la palla giunse a Kenny Smith che si fece tutto il campo, segnando la bomba della disperazione; nei supplementari non ci fu storia, Houston vinse espugnando la O-Rena e ponendo le basi per il successo finale. Era Gara1 e avrebbe potuto proiettare i Magic verso un prestigiosissimo traguardo ma.....

Nick rimase sotto choc: subì una profonda crisi cestistica, non trovando più la via del canestro e voci vicine ai Magic dissero che soffriva anche di una crisi depressiva, proprio lui che aveva sconfitto Sua Maestà MJ. Tutto questo durò per un paio di anni, durante i quali Anderson segnò circa 6 punti a partita mentre la sua media abituale era di 18, per poi non parlare della percentuale ai liberi: 40%!

Poi un giorno quest’inverno Nick si svegliò e guardandosi allo specchio dopo l’ennesima partita a vuoto non riconobbe più se stesso. Decise che avrebbe fatto di tutto per ritornare quello di prima, non più solo Nick The Brick, ma Anderson un giocatore degno dei 24 milioni di dollari che percepisce per 6 anni. Così la sera andò in campo e segnò 32 punti, risolvendo la partita per i Magic, privi di Hardaway, Grant e anche Price. Inanellò una serie di partite fantastiche, a 25 punti di media a partita e fu nominato Player of the Week a 32ppg e una decina di rimbalzi. Questa sua serie di partite fantastiche dura tuttora e fa sperare i Magic in un posto play-off nonostante la cessione di Seikaly, in cambio di nulla ed i numerosissimi infortuni. Diamo quindi tutti un bentornato a NICK ANDERSON, l’uomo che ha umiliato Jordan in una serie play-off e non più Nick The Brick .

lunedì 25 febbraio 2008

Questo non è il mio sport...


Domenica di sorprese questa... Torna a volare il Montepaschi con una prestazione monster del "Drago" Drake Diener (8/9 dal campo per 23 punti), inciampano tutte le inseguitrici.
Cade Avellino in casa contro la Fortitudo incerottata e in emergenza ma trascinata dalla coppia di mori Jenkins-Forte e da un ritrovato Mancinelli.
Cade Montegranaro in casa contro Napoli che punta con decisione ai playoff grazie a un Rocca stellare e ad uno spogliatoio sempre più cementato dalle difficoltà.
Ma tutto questo spettacolo di basket, tutte queste meraviglie passano ai miei occhi in secondo piano rispetto a quello che è successo nel post partita di Treviso.
Penso che questi fatti meritino una parola speciale perchè sono accadimenti che non vorremo mai commentare, soprattutto se sono collegati a quello che succede su un campo da pallacanestro.
Sabato sera è esplosa la rabbia dei tifosi della Benetton in seguito all'ennesima indecorosa prova dei colored della Marca. Un -20 in casa con una Milano in crisi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, dal terzo quarto in poi, è esplosa la contestazione alla squadra e in particolare ad alcuni singoli (Austin su tutti). Al fischio finale il Palaverde ha fatto capire molto chiaramente ai ragazzi di Atripaldi e Mahmuti quale fosse il proprio pensiero.
E fin qui tutto ok... Il problema è quello che è successo dopo...
I tifosi non si sono accontentati di contestare all'interno del palazzo dello sport, hanno deciso di aspettare i giocatori all'uscita. Quando hanno cominciato a sfilare le macchine i tifosi (lo presunti tali) le hanno bloccate, scuotendole e battendo i pugni per la rabbia sulla carrozzeria. Il primo a esser vittima della contestazione è stato John Lucas III che era in macchina con la fidanzata e il figlioletto. A seguire in macchina c'erano Mensah-Bonsu e Austin, due tra i più contestati. Forse spaventati per la scena, sicuramente per prendere le difese del compagno sono scesi dalla macchina.
Ne è scaturito un parapiglia finito a pugni con Pops particolarmente attivo. Questi grosso modo sono i fatti.

Questi fatti mi lasciano sempre con l'amaro in bocca.
Io capisco che si possa essere amareggiati per un risultato o una stagione che sta tradendo le grandi aspettative di inizio anno. Capisco che i tifosi ,che si fanno centinaia di chilometri per sostenere la squadra, si aspettino sempre il massimo sotto tutti i punti di vista. Ci sta qualche coro di contestazione, ci stanno i fischi di disapprovazione... Però tutto deve rimanere nei binari della correttezza e della civiltà. A quale scopo sbattere sulle macchine dei giocatori, a quale scopo cercare un contatto fisico? Credo che per i giocatori sia stata un'esperienza choccante. Non credo che i giocatori vadano in campo e non ci mettano tutti loro stessi, credo che siano loro stessi i primi a soffrire se le cose non vanno bene.
Penso che sotto questo punto di vista l'Italia sia molto indietro. Lo sport va vissuto come una festa, si può vincere, si può perdere, non bisogna mai smettere di tifare... Ma sempre civilmente e quando la partita finisce si va a casa, felici se si è vinto, amareggiati se si è perso ma questo non deve rovinare lo spettacolo che uno sport come la pallacanestro è.
Penso a quei ragazzi che domani sera torneranno a giocare davanti ai loro tifosi una partita fondamentale, chissà in quale clima. Penso a questi presunti tifosi che hanno ricevuto il provvedimento di allontanamento dal palazzo dello sport per due anni e che non potranno più godere di questo meraviglioso spettacolo. Penso a come i tifosi del loro gruppo reagiranno all'accaduto.
La speranza è che episodi come questi non si ripetano più e che il basket rimanga sempre quello che, cioè un vero e proprio spettacolo di cui le tifoserie sono parte integrante...

giovedì 21 febbraio 2008

Superman is... BLACK!



Sono stato assente 10 giorni e sono successe un sacco di cose... Un sacco di cose che hanno cambiato tanto e cambieranno ancora di più nel futuro della stagione e dei prossimi anni...
Ricapitoliamo un po':
- Dallas si è ripresa Jason Kidd dopo una infinita telenovela.
- Atlanta ha preso Mike Bibby in cambio di una marmaglia di gente.
- LBJ ha condotto alla vittoria l'Est in uno splendido All Star Game.
- Dwight Howard ha vestito i panni di Superman regalando una gara delle schiacciate, con Gerald Green, assolutamente fantastica.
- In Italia niente di nuovo, Siena schiacciasassi, Montegranaro e Avellino serie antagoniste.

La Nba di quest'anno è una delle NBA + belle e incerte di sempre... Possono vincere almeno 10-12 squadre tra Est e Ovest e la deadline di oggi renderà ancora più chiare le cose.
Favoritissimi secondo me sempre gli Spurs. Nucleo solido (se Parker si riprende) e addizione dell'ultima ora, Kurt Thomas che in difesa è sempre una bestia insuperabile. In seconda fila a pari merito Lakers e Mavs. I Lakers hanno MVP Kobe e 2 star di secondo livello come Odom e Gasol, che s'è integrato perfettamente nel triangolo di zio Phil. I Mavs han portato a casa, sudando le proverbiali sette camicie, Giasone che potrebbe cambiare i destini dell'Ovest. Ma vuoi dimenticare poi i Suns? O non citare, anche se in chiave titolo sono ovviamente 10 passi dietro i vari Jazz, Rockets, Warriors e Nuggets che comunque possono dare fastidio...
A Est sembrava dominio di Boston e gli altri tutti a guardare ma ultimamente tutte le certezze dei biancoverdi cominciano un po a sgretolarsi, non ultime le non perfette condizioni di KG. Ed ecco spuntare la sempre autorevole candidatura dei Pistons (anche se han perso le ultime due),e poi mine vaganti come i Cavs di LBJ (occhio perchè Robertson potrebbe non essere più l'unico giocatore ad aver viaggiato in tripla doppia di media...).
Insomma una NBA veramente da seguire...
Nei confini italici, continua a volare Siena che dopo aver annientato Milano si toglie lo sfizio di andare a vincere sul difficile campo di Istanbul issandosi in testa al suo gruppo di Eurolega.
Stasera Roma in casa con Malaga, può farcela anche xke coi suoi 2 rinforzi, Crosariol e Jabber assume un po + di profondità e soprattutto deve riscattare la tremenda beffa di settimana scorsa quando ha letteralmente regalato una vittoria al CSKA di zio Ettore.

lunedì 11 febbraio 2008

La bestia... VERDE...


Avellino vince con pieno merito la coppa Italia 2007-08 e lo fa sconfiggendo in finale i padroni di casa della Virtus.
MVP è Devin Smith che ha dapprima cercato di spaccar la partita con 4/4 da 3 punti nel primo quarto e ha poi chiuso le ostilità, ben coadivato dal piccolo grande Marques Green e dal mastodontico Eric Williams.
La Fortezza paga l'infortunio al suo uomo chiave, Travis Best che gioca solo 8' a causa di un risentimento musicolare. Gli americani non producono il loro standard, condizionati anche dai falli e alla fine la carretta la tirano due comprimari, McGrath (4/7 da 3 per 12 punti) e Chiacig (10 punti e 5 rimbalzi gia all'intervallo).
Quando Anderson e Spencer cercando di prendere in mano le redini del match ci pensano poi gli arbitri, con due fischi quanto meno dubbi, ad eliminarli dalla partita. Il resto lo fanno la precisione ai liberi del piccolo Green e gli errori dei padroni di casa con Di Bella e Garri (scongelati negli ultimi minuti della partita dopo averla guardata quasi tutta).
Vittoria meritata per i biancoverdi e trionfo personale per Matteo Boniciolli, cacciato con infamia da Bologna sponda Fortitudo dopo un derby vinto e in grado di rilanciarsi in una piazza con un tifo caldissimo e con un patron caldissimo, quell'Ercolino che lancia anche adesso sogni tricolori.
Lo fa rilanciando l'importanza dell'asse play-pivot, con Green e Williams semplicemente devastanti, dal basso dei suoi 165 cm il folletto è unico per visione di gioco e carisma mentre Eric coi suoi 135 kg e la coordinazione di un ballerino domina contro i lunghi altrui.
Lo fa rilanciando italiani caduti nel dimenticatoio, come Alex Righetti, solidissimo e continuo come non mai, come Nikola Radulovic, emigrato e già dato per bollito ma ancora in grado, con la sua atipicità di fare la differenza. Come Daniele Cavaliero, giovane ma con una carriera già lunghissima, capace in finale, in una partita trasparente di subire il fallo più importante a 1'30'' (5°fallo di Spencer in attacco).
Lo fa dimostrando quanto la pazienza, virtù ormai sempre più rara, è importante. L'Air era partita malissimo ed Ercolino minacciava tagli: Boniciolli gli propone le sue dimissioni ma gli chiede di lasciare intatta la squadra... Il patron gli conferma la fiducia e la stagione vira verso Nord.
Riusciranno i campani a proseguire nel loro sogno tricolore...
Nel frattempo le dirette contendenti, uscite incerottate dalle Final Eight, si rifanno belle per il proseguo della stagione.
Lo fa soprattutto Roma, aggiungendo al già notevole roster niente meno che Mason Rocca, uno dei lunghi italiani più forti e
Ibrahim Jaaber, capocannonere del campionato greco. Lo fa Siena che, stanca di aspettare McLeod, prende Drake Diener che potrà sostituire degnamente Kaukenas.
La Fortitudo perde Iker Iturbe che per problemi personali vola a Madrid per stare vicino al figlio e domani sera si gioca una parte importante della stagione.
Concludendo con la Virtus... Si rinnova la maledizione del colore bianco-verde per i bolognesi... Nelle ultime finali questi colori hanno davvero detto male ai virtussini che sono usciti sconfitti da Zalgiris, Panathinaikos, Treviso, Siena e Avellino, ovviamente tutte rigorosamente in biancoverde.

venerdì 8 febbraio 2008

E poi mi chiedono perchè amo il basket...

Sono partite come ieri, giornate come ieri, che ti riconciliano con te stesso e ti fanno capire, se mai ce ne fosse bisogno, perchè ami il basket...
Partono le Final Eight e saltano le prime due teste di serie come tappi di champagne a capodanno. Pesaro fa fuori Siena e questo proprio non me lo sarei mai aspettato: troppo molle l'approccio x i campioni d'Italia che non approfittano della partenza slow dei marchigiani (20 punti in 20 minuti, una striscia di 0/15 al tiro nel secondo quarto...) e troppo solo il piccolo grande McIntyre per battere una squadra guidata dal suo leader, lo straordinario Myers e da un manipolo di gregari come Zukauskas e Brokenborough e da giocatori di talento come Slay, Hicks e KeeKee Clark...
Scricchiola la squadra toscana e lo fa in una kermesse importante che sembra esser stregata per lei, dimostrando come McLeod non possa essere il sostituto di Kaukenas e come se non si erge qualcuno a protagonista tra Sato, Thornton, l'orrido Ilievski (non esiste secondo me giocatore più sopravvalutato di lui...), rimane solo il piccolo folletto che è strepitoso ma che non può bastare ad arginare una squadra.

I padroni di casa della Virtus invece battono Roma in una partita intensa che ha avuto un padrone dalla palla a due, il cui nome è Travis Best. Questo giocatore non centra niente con gli altri, ha un'inteligenza cestistica e un senso del cronometro in testa che non ha eguali. Pasquali ha capito che non gli può concedere più di 25' e lo gestisce perfettamente e lui ricambia con una gestione svizzera della squadra. Si è rivisto e soprattutto sentito in campo l'eroe della scorsa stagione, quel Brett Blizzard che ha saputo incidere da subito sui destini della squadra (2/2 da 3 in un momento delicato) mentre si è confermato sempre più leader emotivo Gui Giovannoni che ha sfoderato una prestazione solida.
Tra gli sconfitti si salva solo Ray che nel terzo quarto ha rimesso praticamente in piedi una partita già chiusa dalle bordate di Anderson e Spencer nei primi 20'. Impalpabili gli altri, pesantissima l'assenza di Jon Stefansson, giocatore barometro di questa squadra.

0/2 coi pronostici per cominciare la manifestazione... Ma d'altra parte i pronostici sono fatti per essere smentiti...

PS: Un'ultima nota: il basket, con umiltà, a differenza del calcio ha deciso di utilizzare le innovazioni tecnologiche e succede che l'istant replay aiuta a sbrogliare diverse situazioni delicate (in particolare un tiro di Hicks, inizialmente dato da 2 e poi corretto xke scagliato da oltre i 6.25, senza parlare dell'azione finale, dove per altro l'arbitro aveva deciso correttamente).
Che questa dimostrazione possa servire da lezione per gli altri sport... Anche se dubito seriamente sarà così...

giovedì 7 febbraio 2008

Metti un Diesel nel motore...

E' ufficiale! Shaquille O'Neal è un giocatore dei Phoenix Suns.
In cambio a Miami quanto annunciato ossia Shawn Marion e Marcus Banks. Uno degli scambi + clamorosi degli ultimi anni che coinvolte un 12-volte All Star, pluriMVP e tra i + famosi giocatori del globo.
Mike d'Antoni s'è detto felicissimo di poter avere Shaq, il quale ha già chiamato Nash per tranquillizzarlo sulle sue condizioni e sulle sue motivazioni.
In quel di Miami "The Diesel" stava producendo la peggior stagione statisticamente parlando...A sua parziale giustificazione i reiterati problemi fisici ma ancor di + una situazione psicologica quanto meno negativa che vede gli Heat alla ricerca del + alto pick per il prossimo draft.
Potrà Shaq cambiare i destini dei Soli di Arizona? Come dire Kerr, con questo scambio Phoenix ha deciso di correre un rischio. Proprio per il continuo salire di livello dell'ovest han pensato di aggiungere un giocatore che, in condizioni fisiche buone e giustamente motivato, può a mio parere fare ancora la differenza.
Per certo non si può dire che sia un mercato piatto quello della NBA di questi giorni visto che si sono mossi pezzi del calibro di Gasol e O'Neal e sta per vedere un altro pezzo da novanta come Jason Kidd cambiare casacca (Dallas la favorita).

Stasera al Malaguti prendono il via anche le Final Eight di coppa Italia... Favorita d'obbligo Siena, che aprirà le ostilità incrociando la Scavolini Pesaro. Alle 21 invece derby di Virtus tra Virtus Bologna e Virtus Roma, con quest'ultima favorita ma con le V Nere in ripresa dopo il sacco di Treviso.
Domani si proseguirà con gli scontri sorpresa tra Capo d'Orlando e Biella e soprattutto col big match, che potrebbe rivelarsi davvero divertente, tra Montegranaro e Avellino.

A domani per i primi commenti a caldo.

I miei pronostici:

Siena-Pesaro 1
Bologna-Roma 2
Capo d'Orlando-Biella 2
Avellino-Montegranaro 1

Siena-Roma 1
Biella-Avellino 2

Siena-Avellino 1

mercoledì 6 febbraio 2008

Traslocando un Diesel...



Proprio nella serata del debutto della nuova stella di L.A. giunta a far compagnia a Kobe, Pau Gasol, rimbalza dall'Arizona una voce che ha semplicemente del clamoroso: i Suns sarebbero ad un passo da "The Diesel" Shaquille O'Neal! Per ottenerlo i sacrificati sarebbero Shawn Marion e Marcus Banks che andrebbero a svernare al sole della Florida.
Notizia che ha quantomeno del pazzesco...I Suns e il loro run&gun sembrerebbero in aperta contraddizione con un centrone stanziale, acciaccato e che porta via un sacco di spazio salariale ma...
Ma innanzitutto occorrerebbe capire l'utilizzo che ne vorrebbe fare Baffino D'Antoni, cambio di Stoudemire promuovendo Diaw in quintetto base al posto di Marion oppure in coppia con Amare formando un duo davvero esplosivo?!?
E poi non è che andando incontro alla post-season magari anke D'Antoni vuole adeguarsi allo stile + camminato e allora vuole aggiungere qualche opzione in + a metà campo??
Come mi faceva notare "The Voice" Flavio Tranquillo, per giocare run&gun non è necessario che si corra in 5 e Shaq, sebbene non + giovanissimo e atletico come una volta, in difesa potrebbe imporsi come una vera e propria presenza lanciando la staffetta e, motivato a dovere, potrebbe davvero tornare a brillare come ai tempi d'oro (fisico permettendo...)
Staremo a vedere se l'affare si farà e in quali termini...

Dicevamo del debutto di Pau Gasol... In una rara notte in cui Kobe stecca (3/13 per 8 punti), l'ispanico si carica sulle spalle la sua nuova squadra e con una solida prestazione da 24p+12r+6a trascina i Lakers alla vittoria, ben coadivato da D-Fish che tornato a casa sta producendo una stagione davvero solida.
I Lakers, con questa acquisizione, si candidano ad essere seri pretendenti al trono della Western Conference... E sono certo che a New York c'è qualcuno che saliva all'idea di una finale in puro stile vintage Boston-L.A... Ovviamente Detroit, S.Antonio, Dallas & Co permettendo...

lunedì 4 febbraio 2008

A volte stupiscono...

Tanta carne al fuoco in questo weekend di basket...
La Virtus sbanca una Treviso troppo brutta x essere vera e forse questa è la notizia + grande del fine settimana cestistico. Travis Best prende per mano i bianconeri e con un grande Alan Anderson completa il sacco del Palaverde. Perde in casa la Upim rovinando la prima della coppia di mori Jenkins-Forte, accoppiata molto esplosiva ma che dovranno sintonizzarsi sulle giuste frequenze.
Riprende la marcia Siena tritando Napoli, stupisce Milano che passeggia sui resti di Capo d'Orlando con un Gallinari dato in forse ma sempre + trascinatore. Torna al sorriso Pesaro su una calante Biella, non smetono di stupire Montegranaro (con uno scintillante Jobey Thomas che sarà pezzo pregiato, assieme a Vitali e Ford del mercato estivo) e Avellino che arrivano alle Final Eight in piena forma e ci sarà da divertirsi.
Scendendo di categoria e guardando alle squadre del vicinato... Crolla Forlì (B1) in quel di Lumezzane, una partita a strappi che avrebbe potuto, con un minimo di continuità in +, portare a casa agevolmente.
Crolla anche Ravenna (B2) che interrompe la sua striscia a quota 4 contro la mediocre Castellanza che viola agevolmente il PalaMorigia dominando in lungo e in largo.
Vince un importantissimo scontro salvezza il Basket Russi (D) in quel di Imola, portandosi 2-0 contro una rivale concorrente per la salvezza. Ottima la partita del neo acquisto Foschi che decide negli ultimi minuti una partita equilibrata...

Dando uno sguardo aldilà dell'oceano gran colpo dei Los Angeles Lakers che portano a casa nientepopodimenoche Pau Gasol in cambio di qualche contratto e l'interessante rookie Javaris Crittenton, iscrivendosi di diritto alla corsa per il titolo della West Coast. Gli Spurs hanno preso Damon Stoudamire per tamponare all'assenza di Tony P, vedremo ora cosa faranno i Mavs e i sorprendenti Hornets per rispondere alle mosse delle dirette concorrenti.